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Allenamento al femminile

di | 15 febbraio 15 fa

Spesso le palestre si suddividono in due aree ben distinte: area Uomo e area Donna ovvero,  la zona attrezzi e pesistica,  dove si trovano solo maschi in un continuo apprezzarsi su progressi ipertrofici e, la zona cardio composta di tapis roulant e bike su cui tutte le ragazze si affannano a correre…

Tutto questo la dice lunga sul pensiero che le donne hanno sul fitness, e la paura più grande di divenire delle piccole discenti di “Arnold” per cui decidono di investire tutto sull’allenamento di camminata o corsa. Le origini di queste false credenze e stereotipi di genere, affondano nell’antichità della nostra storia, in cui il ruolo del genere femminile è stato spesso associato alla sfera domestica ed alla procreazione. Stereotipi  di genere  associano attività di pesistica a caratteristiche “maschili” quali: potenza, forza fisica, aggressività, resistenza e agonismo mentre associano attività più “soft” a caratteristiche “femminili” come: fragilità, empatia, emotività. Tali credenze sociali condizionano anche le scelte degli sport fin dalla prima infanzia: i bambini sono spinti dai genitori a svolgere sport “maschili” come: il calcio, il karate, il nuoto; mentre le bambine si iscrivono a sport “femminili” come: la danza, la pallavolo, la ginnastica artistica e storceremmo il naso se avvenisse l’inverso. Le donne che si impegnano in attività di pesistica,  possono essere etichettate come “mascoline”, mentre gli uomini non interessati a questo tipo di attività, possono essere considerati “poco virili”. La consapevolezza e l’interiorizzazione di tali stereotipi, possono influenzare le prestazioni e i comportamenti degli individui stessi.I media, inoltre, possono rafforzare tali credenze, tendendo a presentare spesso immagini di donne con corpi muscolosi ai limiti del reale, risultati raggiungibili soltanto attraverso l’uso di sostanze dopanti, che poco si confanno alle possibilità reali di ottenere invece corpi sani ed armoniosi. Lo stereotipo influenza la donna in palestra che, per essere “femminile” per paura del “maschile”, non aspira a svolgere esercizi in cui crede ci sia bisogno di doti che non ha, inoltre, diventando muscolosa, crede di  non essere più desiderabile. Tali convinzioni e paure/fobie, creano circoli viziosi che minano il senso di autoefficacia e autostima, creando falsi miti ed insicurezze nelle donne.

Quali sono le zone ritenute più fastidiose  per una donna?

  • In primis le Cosce troppo grosse e l’interno coscia , glutei prolassati e la famosa  Culottes de Cheval, ovvero quella sporgenza ai lati delle gambe, tra glutei e cosce, che rendono la silhouette poco armoniosa;
  • La Cellulite, fastidiosissimo inestetismo, infiammazione del tessuto connettivo dato da varie cause come la scarsa idratazione, sedentarietà e cattiva alimentazione.
  • Le cosiddette “Ali di pollo”, ovvero la flaccidità a livello del braccio, non necessariamente si verificano con l’accumulo di grasso ma soprattutto con ridotta massa magra, in questo caso il tricipite brachiale ne è testimone;
  • Fianchi, accumulo di tessuto adiposo ai lati dell’addome che tentiamo di nascondere di continuo;

Ebbene, fare cardio non aiuterà tutte queste zone a migliorare ma anzi, si prosciugheranno senza  prendere mai forma.. Sia ben chiaro abbiamo svariati benefici per  l’allenamento aerobico ma non scolpisce il nostro corpo come avviene per il fitness.

Cosa succede invece se una ragazza attua un allenamento di forza?

I benefici sono molti:

-Incremento della prestazione fisica → avviene una riduzione della massa grassa e aumento di massa magra che risulta essere un fattore protettivo e sede di maggiore concentrazione delle fonti energetiche. Nello specifico si intende l’aumento di numero e ampiezza dei mitocondri sede principale di combustione di ossigeno e substrati →conseguente perdita di peso;

-Mantenimento/Aumento degli ormoni che influenzano la prestazione e, in un certo senso la vitalità (estrogeni, GH, IGH-1), conseguente riduzione di cellulite;

-Miglioramento dello stato di umore e autostima;

-Mantenimento e prevenzione posturale e quindi anche prevenzione di patologie della colonna vertebrale;

-Prevenzione dell’artrosi e dell’osteoporosi.

ESERCIZI CONSIGLIATI

Esistono esercizi per ogni punto critico sopracitato e si possono svolgere anche in casa, è bene iniziare l’allenamento dalla parte inferiore del corpo con esercizi  multi-articolari come: squat  e affodi utili non solo per sviluppare cosce e glutei da paura ma anche incentivare una corretta postura;  è necessario allenare anche spalle e braccia per giungere ad una proporzione ideale tra parte inferiore del corpo e quella superiore;

Esercizi per addome e muscoli paravertebrali: Plank (rispettando la fisiologia della colonna) e altri tipi di stabilizzazioni ci permetteranno di incrementare la forza e la resistenza di fianchi e addome;

Esercizi per spalle e braccia: Push-up presa stretta e distensione manubri ci permetteranno invece di ridurre la parte flaccida.

alla fine

Una corretta informazione quindi è la prima cura. Un consiglio utile per i trainer è sicuramente di informare-formare le donne in palestra, spiegando la funzione che ha quel particolare esercizio, aiutandole  a comprendere che la femminilità passa anche attraverso un corpo curato nei dettagli, che una donna è tale anche se esprime la sua rabbia, la sua determinazione, il suo agonismo, senza per questo perdere l’amore di un uomo e l’amore di sé, educando la donna ad una diversa concezione di corpo che includa un sano sviluppo muscolare con fondamentali  benefici  non solo soltanto estetici, in vista dell’estate ma anche e soprattutto anatomici e funzionali. Certo i sacrifici non mancheranno assieme ad una corretta alimentazione ma persistenza e costanza modelleranno glutei e snelliranno cosce.

E’ così che comincerete ad amare il vostro corpo!

Dott.ssa Antonella Rinaldi  Dott.ssa Carmela Petito

BIBLIOGRAFIA

Weineck J, L’allenamento Ottimale, Editore Calzetti Mariucci

Aiello, M., Viaggio nello sport attraverso i secoli, Ed. Felice Le Monier. Firenze, 2004

Schaffer, H. R., Lo sviluppo sociale. A. O. Ferraris (Ed.). Cortina, 1998

Gozzoli, C., Manzi,C., Sport: prospettive psicosociali.  Carocci, 2009

Dott.ssa Antonella Rinaldi  Dott.ssa Carmela Petito

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