Articolo in Categoria: Allenamento , Salute

DIASTASI ADDOMINALE : cause e rimedi con l’esercizio fisico

di Antonella Rinaldi | 9 agosto 09 fa

Il retto dell’addome è un muscolo situato nella parete addominale, la sua contrazione comporta la flessione del torace sulla pelvi o viceversa, aumentando la pressione addominale. La sua funzione posturale è  mantenere le corrette curve della colonna vertebrale ed evitare l’antiversione del bacino partecipando quindi all’equilibrio fisiologico della struttura.

Che cosa intendiamo quando parliamo di diastasi addominale?

Ovviamente non è solo un problema estetico.

E’ una patologia che riguarda il distacco della parte destra e sinistra dalla zona mediale (possiamo identificarla dall’esterno con la Linea Alba) riguarda generalmente le donne in stato di gravidanza, soprattutto negli ultimi 3 mesi, quando la tensione e l’allungamento dei muscoli addominali aumenta.

Immaginiamo come se fosse una zip e l’eccessiva espansione tende a rompere i “dentini” e ad aprirla. Bene, quei dentini sono il nostro tessuto connettivo, ovvero l’ aponeurosi tendinea. Dopo il parto una lieve separazione è fisiologica, e tende ad assestarsi entro gli 8 mesi, rientra invece nel patologico un distacco dai  2- 3 cm.

 

 

Nella donna si verifica più frequentemente per:

-gravidanza gemellare

-diverse gravidanze ravvicinate

-gravidanza oltre i 35 anni

 

Altri soggetti con le seguenti caratteristiche:

-Peso Eccessivo, soprattutto nei soggetti che predispongono di  una obesità di tipo androide;

Body building: aumento della pressione endo-addominale in atleti che praticano molte ripetizioni di crunch;

-Tosse cronica, ripetuti colpi danneggiano il tessuto connettivo;

Avanzata età;

Post-intervento chirurgico , che riguardano la cavità addominale;

Nei neonati, si può verificare perché i muscoli addominali non hanno ancora raggiunto un pieno sviluppo;  ATTENZIONE da non confondere con la Sindrome di Kwashiorkor  che  invece è la condizione dei bambini Africani, il loro pancino appare molto gonfio a causa di una malnutrizione data in particolare da una carenza proteica e di nutrienti essenziali.

 

COME RICONOSCERLA?

I sintomi sono vari: incontinenza urinaria, ernia ombelicale, dolore, alterata postura con iperlordosi lombare, non ultimo gonfiore.

 

>ALTERAZIONI POSTURALI

Si presenta un aumento della curva lombare dovuta alla lassità dei muscoli addominali (retto dell’addome, obliqui interni ed esterni, trasverso) conseguente antiversione del bacino, tutto questo si associa a mal di schiena cronico in particolare nella posizione eretta, mancanza di equilibrio, movimenti dell’intestino percepiti anche alla palpazione, e dolore nel sollevare carichi.

Molti consigliano di utilizzare le fasce elastiche che si, possono dare sollievo  ma l”uso del contenimento elastico resta comunque non risolutivo.

 

>PER VALUTARE

Si può effettuare un semplice test:  Ci distendiamo in posizione supina e poniamo le gambe piegate con i piedi appoggiati al pavimento, effettuiamo leggere flessioni del busto, mettiamo una mano al centro dell’addome e lo spazio che sentiamo, nella fase concentrica, tra i due fasci laterali della muscolatura addominale è proprio la diastasi.

Ovviamente la diagnosi deve essere effettuata dal medico di riferimento o il ginecologo e, qualora vi fossero dubbi anche con una semplice ecografia.

 

 

COME BISOGNA INTERVENIRE?

La paura di ogni donna dopo aver appreso la situazione, neo-mamme soprattutto, è un senso di desolazione “questa pancia non riesce a ritornare  come quando ero ragazza”.

>MA Possiamo effettivamente intervenire senza ricorrere al chirurgo plastico?

 

Esistono casi gravi in cui la diastasi è molto ampia e accompagnata da ernie ombelicali o prolassi degli organi interni per cui la chirurgia è l’unica soluzione. In molte regioni d’Italia l’intervento è anche convenzionato dal Servizio Sanitario e dopo l’operazione è consigliato iniziare gli allenamenti dopo circa 6 mesi.

Nel caso contrario invece, se è lieve e dopo valutazione medica, possiamo intervenire con l’esercizio fisico, esistono vari step da seguire, accompagnati sempre da un esperto in ambito fitness:

-Iniziare gradualmente gli esercizi senza sforzi eccessivi;

-Rinforzare i muscoli del pavimento pelvico;

-Rinforzare la parete addominale (trasverso, retto, obliqui interni ed esterni).

 

ESERCIZI CONSIGLIATI

Lo scopo è eseguire esercizi che mirano a rinforzare  l’addome traverso, il muscolo più profondo del nostro addome, quello che esercita un’azione contenitiva sui visceri e non da meno della respirazione:

 

Attivazione → Respirazione diaframmatica e alternare antiversione e retroversione del bacino con espirazione prolungata.

Rinforzo → Eseguire esercizi come plank , Posizione quadrupedica con respirazione (in particolare espirazione) e attivazione del trasverso, o ancora Esercizi di minzione per il pavimento pelvico. Cercare di lavorare sempre in isometria, questa modalità  mira a ridurre la pressione all’interno dell’addome inducendo una contrazione riflessa del perineo durante la contrazione degli addominali.

SCONSIGLIATO

→ effettuare Crunch, Renderebbe il recupero irrisorio o addirittura aggravare. Lo scopo primario è rinforzare la muscolatura profonda e solo in una seconda fase i muscoli superficiali.

→dedicarsi alla corsa o ad attività che prevedono la pliometria (salti, corsa veloce, o corsi musicali come zumba)

 

Intervenire con l’esercizio fisico adeguato, soprattutto per il rafforzamento e la stabilità addominale ha  dimostrato che durante il periodo antenatale ha ridotto la presenza di diastasi addominale  del 35% e ridotto la larghezza esercitando durante i periodi ante e postnatale.

 

Prevenire con il giusto allenamento e restare in forma anche dopo la nascita di un bimbo è ancora possibile, prima di tutto riducendo il grasso intra-addominale. Inoltre avere un core già tonico prima della gravidanza  può avere un effetto protettivo sulla  diastasi e migliorare i sintomi post-parto.

 

Dott.ssa  Antonella Rinaldi

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