Articolo in Categoria: Integrazione Alimentare , Salute

Fibromialgia e integratori

di Renato D'Auria | 21 luglio 21 fa

Diversi integratori sono utilizzati per mitigare i disturbi della fibromialgia. Ne prenderò in considerazione solo alcuni (quelli che hanno un maggior riscontro nella letteratura scientifica). Il primo è la S-adenosilmetionina (SAM). Esso è un importante composto fisiologico prodotto dall’organismo dalla combinazione dell’aminoacido essenziale metionina con l’ATP (adenosiltrifosfato).

Tre studi clinici dimostrano che la SAM produce eccellenti benefici nei pazienti affetti da fibromialgia. Il primo studio venne effettuato su 17 pazienti colpiti da fibromialgia. Durante il trattamento con con SAM (un iniezione di 200mg al giorno, per 21 giorni) i soggetti evidenziarono un importante riduzione del numero dei punti “grilletto” (trigger points) e dei punti dolorabili (tender points) oltre che miglioramenti dell’umore. In un altro studio fu messa a confronto la somministrazione di SAM per via orale (800mg al giorno) per 6 settimane a 44 pazienti affetti da fibromialgia con un placebo. I parametri che migliorarono  furono la rigidità mattutina, l’affaticamento, e l’umore. Non furono riportate invece significative differenze, tra i 2 gruppi, per quanto riguarda la forza muscolare e i trigger points. La cosa importante fu che nonostante la somministrazione orale la SAM non provocò effetti collaterali.  Lo studio più recente invece ha messo a confronto gli effetti della SAM con una stimolazione nervosa elettrica transcutanea  in 30 pazienti fibromialgici. In coloro che ricevettero la supplementazione di SAM (200mg per iniezione e 400mg per via orale) i risultati furono migliori: diminuzione dei punti dolorabili, miglioramento dell’umore e riduzione della sensazione di fatica. La terapia elettrica transcutanea ebbe effetti molto più modesti. La SAM venne perciò ritenuta “efficace per ridurre i segni e i sintomi della fibromialgia primitiva“. I dosaggi attualmente consigliati sono di 200-400

Il secondo integratore è molto più conosciuto. Si tratta del magnesio. E’ stato dimostrato che assumere quotidianamente 300-600mg al giorno di magnesio, come ad esempio il malato di magnesio, riduca il numero dei punti ipersensibili e la gravità del dolore.

 Il terzo (e mi fermo qui) è il 5-HTP  o 5-idrossitriptofano. Esso è un amminoacido che l’organismo utilizza per produrre il neurotrasmettitore serotonina, che regola in gran parte l’umore, il sonno, e la percezione del dolore. Secondo gli studi pubblicati sul Journal of International Medical Research, 5-HTP ha dimostrato più volte di avere un notevole impatto positivo su molti dei sintomi della fibromialgia. Uno studio ha riportato che quasi la metà dei pazienti con fibromialgia partecipanti sperimentato un miglioramento misurabile dei sintomi durante l’assunzione di 5-HTP. Un’altro studio ha dimostrato che, nei pazienti trattati con questo integratore, almeno il 50% di essi ha sperimentato effetti positivi.

Sull’utilizzo di quest’ultimo integratore ci sono però ancora alcuni dubbi circa la sua reale efficacia e la presenza (riscontrata in non tutti i soggetti) si alcuni effetti collaterali.

Naturalmente prima di assumere qualsiasi integratore rivolgetevi al vostro medico di fiducia e soprattutto siate consapevoli che ognuno di noi ha una risposta individuale, quindi non tutti otterranno gli stessi benefici dallo stesso integratore.

Renato D’Auria

Bibliografia

Tavoni A, et al., Evaluation of S-adenosylmethionine in primary fribomialgya: A double-blind crossoevr study. Am J Med 83 (Suppl. 5A), 107-110, 1987.

Jacobsen S, et al., Oral S-adenosylmethionine in primary fribomialgya: Double-blind clinical evaluation. Scand J Rheumatol 20, 294-302, 1991

Di Benedetto P. Iona LG, and Zidarich V, Clinical evaluation of S-adenosyl-L-methionine versus transcutaneous nerve stimulation in primary fibromyalgia . Curr Ther Res 53, 222-229, 1993.

Shaw DL, Management of fatigue: A physiologic approach. Am J Med Sci 234, 758-769, 1962.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1521674

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