Articolo in Categoria: Allenamento , Salute

Ipertensione arteriosa ed esercizio fisico

di Team articolisti | 24 luglio 24 fa

La pressione arteriosa è il prodotto della gittata cardiaca per la resistenza vascolare periferica (PA= GC x RP). L’ipertensione arteriosa essenziale è una patologia che può alterare i sistemi di controllo omeostatici vascolari, il sistema nervoso autonomo, il sistema renina-angiotensina-aldosterone e volume liquidi extracellulare.

Tale patologia si presenta con l’aumento della pressione arteriosa, che nello specifico si manifesta in valori di pressione arteriosa diastolica >90 mmHg e sistolica >140 mmHg, basandosi sulla media di almeno tre rilevazioni distinte.

Classificazione della pressione arteriosa nel soggetto adulto:

DIASTOLICA

MM HG

SISTOLICA

MM HG

Normale < 80 < 120
Preipertensione 80-90 120-139
Ipertensione stadio 1 90-99 140-159
Ipertensione stadio 2  ≤ 100 ≤ 160

Da joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and treatment of high blood pressure (2003).

 

I dati Istat del 2007 indicano che il 31% della popolazione italiana adulta è ipertesa, di cui il 90% di ipertensione arteriosa è di tipo essenziale (o primaria), cioè senza una causa individuabile, e il restante 10% è di tipo secondario, cioè legato a cause specifiche.

L’ipertensione arteriosa è in stretta relazione con il rischio di morbilità e mortalità: tanto più sono alti i valori della pressione arteriosa, sistolica e diastolica, tanto più è maggiore il rischio di morte. Quest’ultimo aumenta se l’ipertensione si associa a dislipidemia, fumo, obesità, diabete mellito e alla sedentarietà.

Le principali società scientifiche mediche indicano e promuovono il corretto stile di vita come vera e propria prevenzione primaria, basato su dieta ed esercizio fisico. Sono stati condotti diversi studi che dimostrano il beneficio del corretto esercizio fisico nei confronti dell’ipertensione arteriosa. Uno dei tanti è “La meta-analisi di Cornelissen e Fagard” del 2005 da cui si evince che un’attività fisica mirata riesce a ridurre la pressione arteriosa sistolica a riposo del 2% – 4% e la diastolica del 2% – 3%. Tale risultato è più evidente nei soggetti ipertesi. Sebbene queste percentuali possano sembrare dei risultati minimi, va considerato che una riduzione del 2% della pressione arteriosa sistemica corrisponde ad una riduzione della mortalità per coronaropatie e ictus che va dal 6% al 10%.

Nonostante i migliori risultati documentati scientificamente riconoscono l’esercizio fisico di tipo aerobico come il migliore strumento di prevenzione/cura, è stato anche dimostrato che gli esercizi di forza producono riduzioni significative.

L’American College of Sport Medicine (ACSM) indica in linea generale che per prevenire l’ipertensione è sufficiente, per soggetti sani di età compresa tra 18-65 anni, un’attività fisica di tipo aerobico di moderata intensità per un minimo di 30 minuti al giorno per 5 giorni a settimana, o in alternativa un’attività fisica con intensità vigorosa per almeno 20 minuti al giorno per 3 giorni a settimana.

La prescrizione dell’esercizio deve avvenire dopo una dettagliata anamnesi del soggetto. Nei soggetti che vogliono iniziare una attività fisica ad intensità vigorosa (>60% dell’HRR) è utile una accurata valutazione medica.

Bisogna valutare, inoltre, la categoria di ipertensione arteriosa in cui il soggetto fa parte, l’intensità dell’attività fisica e in base a ciò si valutano gli esami-test da effettuare.

Secondo l’ACSM gli esercizi fisici idonei a tale patologia si dividono in:

  • Esercizi fisici aerobici, basati con allenamenti di un minimo di 3 volte a settimana per 30-60 minuti ad intensità moderata. L’intensità viene valutata eseguendo il Talking Test. Se il soggetto riesce a comunicare senza fiato corto è ancora in attività aerobica. Si consiglia di eseguire esercizi che reclutano grandi gruppi muscolari.
  • Esercizi fisici di forza, basati su allenamenti di 2 o più giorni a settimana con un peso tale da compiere non meno di 12-15 ripetizioni, ottimi se affiancati ad allenamenti di tipo aerobici. I tempi di recupero variano in base al protocollo di allenamento e oscillano da 1 minuto di pausa tra una serie e un’altra a 2-3 minuti in un Circuit Training.

 

  • Esercizi fisici di flessibilità, basati su un allenamento da praticare giornalmente per i grandi gruppi muscolari dopo un corretto riscaldamento aerobico per 10 secondi o massimo 1 minuto di allungamento muscolare.

In conclusione, è evidente come l’esercizio fisico, oltre a migliorare i valori pressori dei soggetti, risulta un ottimo componente insieme alla dieta e alla terapia farmacologia per migliorare la qualità della vita.

Articolo scritto da Luca Caruso.  Luca è laureato in infermieristica presso l’università degli studi di Milano, Personal Trainer ed atleta agonista Wdfbf.

Bibliografia

  • Blair S., Diehl S., Massarini M., Sarto P., Sallis R,. Searle J.; Excercise is medicine;
  • Cornelissen VA. E Fagard RH., Hypertension 2005, “Effects of endurance training on blood pressure, blood pressure-regulating mechanisms, and cardiovascular risk factors”;
  • Robinson J., Putterman A., Chohan N. e Lynn Kowalak J., Vademecum dell’infermiere, Piccin nuova libraria S.p.a, Padova dicembre 2009.
  • www.nhlbi.nih.gov/guidelines/hypertension/jncintro.htm
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