Articolo in Categoria: Dimagrire , Salute

Ipogonadismo maschile

di Ciro Salzano | 22 novembre 22 fa

L’ipogonadismo maschile è una condizione clinica caratterizzata da una ipofunzionalità della gonade maschile, il testicolo, che si manifesta con un deficit androgenico (della produzione di testosterone) e/o con un quadro di ipofertilità. Questi si classifica in: ipogonadismo primario (o testicolare, ipergonadotropo), da insufficienza primitiva testicolare, che in genere si manifesta biochimicamente con un incremento delle gonadotropine (FSH ed LH); ipogonadismo secondario (o ipotalamo-ipofisario, ipogonadotropo), da alterazione della produzione di GnRH, FSH ed LH, che si manifesta biochimicamente con ridotti livelli di testosterone e gonadotropine; da deficit dell’azione degli androgeni, causato da resistenza periferica completa o parziale dei tessuti bersaglio degli androgeni o da alterazione enzimatica della 5alfa-reduttasi, che converte il testosterone in diidrotestosterone (DHT).
Si classifica, inoltre, in ipogonadismo congenito o acquisito.
La causa più frequente di ipogonadismo è quella età-correlata. Altre cause di ipogonadismo acquisito sono quella post-orchite (infiammazione del testicolo), da utilizzo di steroidi androgeni anabolizzanti, neoplastica, da traumi, da patologie croniche epatiche o renali. Le cause più frequenti di ipogonadismo congenito sono quelle genetiche, di cui la più frequente è la sindrome di Klinefelter.
Il quadro clinico del soggetto ipogonadico è in genere caratterizzato da:

  • a livello cardio-metabolico: un aumento del grasso viscerale e una riduzione importante della massa muscolare; dislipidemia e alterazione del metabolismo glucidico; incremento dei livelli pressori, vasculopatia. Tali fattori comportano un incremento del rischio cardiovascolare;
  • a livello psichiatrico: depressione e calo della concentrazione;
  • a livello andrologico: calo del desiderio e dell’eccitazione sessuale, disfunzione erettile, ipofertilità.

Il soggetto, inoltre, si presenta astenico, riferisce vampate di calore, e può presentare una ridotta mineralizzazione ossea (aumento del rischio di osteoporosi).
La diagnosi di ipogonadismo, da parte dell’endocrinologo-andrologo, si basa, dunque, su criteri clinici e biochimici.
Ad oggi la terapia del soggetto ipogonadico, che non abbia desiderio imminente di paternità, prevede la terapia sostitutiva androgenica, sottoforma di testoterone in fiale per via iniettiva, gel o compresse.
Quando indirizzare un soggetto al medico curante o all’endocrinologo-andrologo nel sospetto di un ipogonadismo?

  • Quando questi riferisce aumento ponderale, difficoltà nel dimagrire, distribuzione del grasso principalmente a livello addominale.
  • Quando il soggetto riferisce stanchezza profusa, difficoltà nel concentrarsi, riduzione del tono dell’umore.
  • Quando ci viene confidato che l’appetito e le prestazioni sessuali non sono più quelle di una volta.
  • Quando da più di un anno si cerca una gravidanza con la partner, senza successo.

E ricordate che, in campo medico, ed in particolare in quello andrologico, dove non è più prevista la visita andrologica durante il servizio militare, la parola chiave è “prevenzione”.

Dott. Ciro Salzano

BIBLIOGRAFIA

  • Corona G et al., Hypogonadism as a possible link between metabolic diseases and erectile dysfunction in aging men. Hormones (Athens). 2015
  • Seftel AD et al., Critical Update of the 2010 Endocrine Society Clinical Practice Guidelines for Male Hypogonadism: A Systematic Analysis. Mayo Clin Proc. 2015
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