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L’ansia

di Carmela Petito | 1 dicembre 01 fa

L’ansia è un’emozione naturale che fa parte della condizione umana ed è essenziale all’adattamento. Essa è una normale risposta fisiologica, comportamentale e psicologica di fronte a situazioni di pericolo, difficili ed inusuali e implica un’attivazione di risorse e comportamenti utili all’adattamento. Il suo emergere comporta un aumento della vigilanza e avvia un meccanismo fisiologico di allarme che predispone l’organismo alla difesa e all’azione per superare e reagire alla situazione di pericolo. Senza la risposta attacco-fuga attivata automaticamente dall’organismo, l’uomo non sarebbe sopravvissuto. L’ansia perde la sua funzione adattiva e funzionale quando disturba notevolmente il funzionamento psichico globale del soggetto limitandone la capacità di adattamento. Essa quindi ha due forme. Nella forma funzionale, è transitoria, circoscritta e proporzionata agli eventi, permette un adattamento migliore,è fonte di curiosità,  di creatività ,ci orienta e ci stimola a realizzare obiettivi importanti ed amplifica le capacità operative del soggetto finalizzate alla risoluzione dei problemi.Gli studiosi Yerkes e Dodson hanno realizzato un grafico a U rovesciata, dimostrando che una quantità media di ansia, stimola all’azione, mobilitando le energie per affrontare più prontamente un compito. Invece se l’ansia è minima,l’organismo non è sufficientemente pronto a reagire; se è eccessiva, diventa paralizzante.

ansia

 

Pensiamo ad una gara sportiva ad esempio, senza la spinta emotiva ansiogena non avremmo la grinta, la concentrazione e l’attivazione di risorse necessarie per affrontarla e magari vincerla. L’ansia può assumere anche una forma disfunzionale, paralizza, blocca, disturba e influisce negativamente sulle prestazioni. Quando essa diventa di durata costante, di eccessiva intensità,sproporzionata agli eventi e/o immotivata (preoccupazione generalizzata, pensieri irrazionali e catastrofici), può limitarci in diversi ambiti(scuola, lavoro,relazioni, vita sociale) e influenzare il nostro benessere psico-fisico. Essa è spesso dotata di propria autonomia, manifestandosi senza apparenti cause scatenanti, il soggetto non sa il motivo per cui si sente ansioso e preoccupato,  ha un’intensità tale da provocare sintomi di natura fisiologica e psichica e una durata che determina comportamenti di difesa che limitano l’esistenza, come l’evitamento di situazioni ritenute potenzialmente pericolose o il controllo attraverso lo strutturarsi di rituali.Non è opportuno, dunque, a priori, considerare l’ansia una patologia, è un’energia vitale, un segnale d’allarme che invita a fermarci, invitandoci a ristabilire le nostre priorità; non è un limite, ma un’importante risorsa. Non possiamo pensare di eliminarla, ma occorre imparare a comprenderla per gestirla. La cura di sé comprende uno stile di vita sano, attraverso un’alimentazione equilibrata, un’attività fisica regolare, attività rilassanti e piacevoli per noi, riappropriandoci degli aspetti piacevoli della nostra esistenza che magari i ritmi frenetici della vita sociale ci hanno indotto a trascurare. Spesso sento dire “Nella prossima vita farò questo, cambierò questa parte di me ecc”,  ma la vostra vita è nel qui ed ora, abbiatene cura.

Dott. Carmela Petito

BIBLIOGRAFIA

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Gabbard G.O., Psichiatria Psicodinamica. Cortina, Milano, 2002.

Braconnier A., Piccoli o grandi ansiosi? Come trasformare l’ansia in una forza.Cortina, Milano, 2003.

 

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