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Lo screening cardiovascolare nell’atleta

di | 27 febbraio 27 fa

E’ comunemente riconosciuta la necessità di sottoporsi a uno screening cardiologico, a qualsiasi età, prima di inziare un programma di attività sportiva soprattutto se agonistica.

La tragica morte di un giovane atleta apparentemente sano nel corso di un evento sportivo genera un notevole clamore, spesso sollevando dubbi circa il valore e il rigore dei programmi di screening.

L’esercizio è associato a significativi benefici per la salute, ma esiste il paradosso per cui un’attività  atletica vigorosa può transitoriamente aumentare il rischio di SCD (Sudden Cardiac Death – morte cardiaca improvvisa) di quasi cinque volte in soggetti con disturbi cardiovascolari sottostanti rispetto ai soggetti sedentari.

Alla base di un buon programma di screening cardiovascolare vi sono: una raccolta anamnestica e un esame obiettivo accurati, attenti e dettagliati; integrati con esami strumentali ove necessario. Pur essendo da sola inadeguata, la storia clinica (anamnesi familiare e personale) aiuta e orienta i successivi passaggi della valutazione: esame obiettivo ed ECG. Nella raccolta dell’anamnesi dovranno essere attentamente ricercati e valutati tutti quei fattori in grado di condizionare il rischio cardiovascolare legato all’esercizio fisico. E’ importante quindi indagare nella storia familiare se sono presenti morti improvvise inspiegate o morti improvvise prima dei 50 anni connesse a problemi cardiaci, morti cardiache nell’infanzia, perchè queste informazioni possono essere legate alla presenza di disordini cardiovascolari genetici. Bisogna poi conoscere l’impegno agonistico dell’attività praticata (tipo, intensità, durata degli allenamenti e delle competizioni) e correlarlo con i successivi riscontri.

Un esempio di check list da utilizzare durante la raccolta anamnestica potrebbe comprendere alcuni di questi punti:

  • Indagare se presente storia di sincopi,
  • Dolore toracico, oppressione o costrizione toracica,
  • Sensazione di capogiri o vertigini,
  • Problemi respiratori,
  • Dispnea eccessiva per il carico di lavoro,
  • Sensazione di battito cardiaco troppo accellerato (palpitazioni, cardiopalmo) o mancanza qualche battito (battiti irregolari-extrasistoli),
  • Indagare qualsiasi problema cardiaco, pressione arteriosa alta, colesterolo alto, un soffio al cuore, una aritmia cardiaca, una pregressa miocardite,
  • Reazioni cutanee dopo esercizio fisico,
  • Anamnesi farmacologica

Ognuno di questi punti è importante e va studiato e approfondito.

L’esame obiettivo è rivolto alla ricerca di eventuali soffi cardiaci, alla presenza di polsi validi ed alla presenza di eventuali alterazioni fisiche evidenti.

Un esame strumentale fondamentale per lo screening cardiovascolare è l’elettrocardiogramma.

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All’elettrocardiogramma si possono riscontrare alterazioni che possono essere divise in comuni/correlate all’allenamento e non comuni/non-correlate all’allenamento. Gli atleti allenati mostrano frequentemente alterazioni ECG quali bradicardia sinusale, blocco atrio-ventricolare (BAV) di primo grado e ripolarizzazione precoce, che riflettono l’adattamento all’esercizio fisico del sistema nervoso autonomo cardiaco (incremento del tono parasimpatico e/o diminuzione del tono simpatico). Inoltre, l’ECG dell’atleta allenato mostra spesso aumento dei voltaggi del QRS comeespressione dell’ipertrofia ventricolare fisiologica conseguente all’adattamento cardiaco all’esercizio fisico.

Le modificazioni ECG comuni dovute all’allenamento fisiconon dovrebbero destare allarme, né comportare ulteriori accertamenti al fine della concessione dell’idoneità allo sport agonistico. Al contrario, un approfondimento diagnostico di secondo livello si rende necessario per gli atleti che presentano alterazioni ECG non comuni.

L’ ECG è importante per la diagnosi clinica di malattia cardiovascolare e la stratificazione del rischio di morte improvvisa nell’atleta ed è quindi uno strumento indispensabile per la valutazione cardiologica che, in base a quanto detto, diviene propedeutica all’inizio di attiva sportiva agonistica e non.

Dott. Cesaro Arturo

Bibliografia:

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