Articolo in Categoria: Salute

Nuoto e scoliosi.

di Renato D'Auria | 25 marzo 25 fa

Il nuoto è da sempre considerato uno degli sport più completi e sopratutto un vero toccasana per qualsiasi problema di schiena. in particolare la stragrande maggioranza degli ortopedici consigliavano, e consigliano tuttora, questo sport per prevenire e contrastare il peggioramento della scoliosi.

Finalmente la verità sta venendo a galla. Molti studi infatti, in particolare quelli condotti da Pedriolle, Geryer e Vercautereen, hanno dimostrato che nelle scoliosi il nuoto, soprattutto lo stile libero e lo stile dorso, è dannoso perché favorisce un aumento delle rotazioni vertebrali. Il torace si deforma perché ruota insieme alle vertebre producendo il gibbo dalla parte convessa della curva e a causa delle profonde inspirazioni forzate la parte del torace interessata si dilata ancora di più. A peggiorare le cose, il lavoro di spinta delle gambe comporta un accorciamento continuo della catena muscolare posteriore e quindi un aumento della lordosi lombare che è una delle prima cause dell’insorgenza della scoliosi.

Un altro studio condotto dall’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico) ha evidenziato che coloro che praticano nuoto (soprattutto le donne) presentavano asimmetrie del tronco più accentuate e maggiori gradi di ipercifosi rispetto a chi praticava un altro sport.

Quando si lavora con pazienti scoliotici bisogna lottare contro delle retrazioni muscolari molto evidenti dal lato concavo della curva scoliotica. Il nuoto invece, visto il grande lavoro in face concentrica, provoca un ulteriore accorciamento dei muscoli spinali già troppo forti che in realtà dovrebbero essere allungati. Quindi il consiglio di molti medici circa la pratica del nuoto non trova riscontro oggettivo visto che questi pazienti non necessitano di un lavoro concentrico, bensì di un lavoro isometrico eccentrico che vada ad allungare la muscolatura posteriore.

Giungiamo quindi alla conclusione che il nuoto non può in nessun caso sostituirsi ad un programma rieducativo posturale soprattutto perché a conti fatti,i su persone con problemi posturali, è più dannoso che terapeutico.

Renato D’Auria.

 

RIFERIMENTI

FISIOLOGIA E CLINICA DELL’ATTIVITA’ MOTORIA C.G.RIDIOLA, C.FOTI, G. FRANCAVILLA PAG 80 – 81.

STUDIO PUBBLICATO SU “JOURNAL OF PEDIATRICS” SWIMMING AND SPINAL DEFORMITIES: A CROSS SECTIONAL STUDY.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONSULTARE IL SITO WWW.ISICO.IT

 

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Commenti (9)

  1. E’ possibile avere una bibliografia riguardo gli Autori citati nel testo sopra? Grazie!

  2. Chiunque pensi di poter sostituire una adeguata terapia con la pratica agonistica di uno sport è chiaramente un ciarlatano. Ma credo si debba anche aver cura di non generalizzare in senso opposto. Esiste uno sport agonistico che non comporti “inspirazioni forzate”?

    1. Salve Nino e grazie per aver commentato. La mia può sembrare effettivamente una generalizzazione ma deriva proprio dal fatto che le persone vivono queste generalizzazioni (hai la scoliosi? Vai a fare nuoto!)
      Per quanto riguarda le inspirazioni il problema deriva principalmente dalla coopresenza di elementi di torsione e di atteggiamenti favorenti un aumento della lordosi. Non per niente la scoliosi è “una deformazione antero-posteriore in lordosi generata da un movimento di torsione”.
      A presto!

  3. Senza sminuire la tua professionalità, ma chi ha frequentato le lezioni di valentini all’ISEF dell’ Aquila negli anni 70, quello che si sostiene sul nuoto come la panacea della scoliosi lo sapevano . il nuoto diceva Valentini non fissa la parte da trattare e se si aggiunge il fatto che . non tutti nuotano bene , si traggono le conseguenze. Vero è che può essere usato come tonificazione nella prevenzione degli atteggiamenti paramorfici, ciao

    1. Salve e grazie per aver commentato. Assolutamente d’accordo nelle prevenzione dei paramorfismi può essere utile (sempre magari in associazione ad un protocollo di ginnastica correttiva). Ma nel caso di una scoliosi che è appunto un dismorfismo vero e proprio lo stesso Isico raccomanda molto cautela circa la prescizione del nuoto.

  4. Il nuoto come sport non completo e non correttivo è stato oggetto di un articolo che scrissi 10 anni fa in seguito a studi pubblicati sulla rivista Sport e Medicina, articolo di metà anni 90 dell’Istituto Gaetano Pini di Milano.

  5. Buonasera,a completamento di ciò che è stato detto, quale sport può essere consigliato a un soggetto affetto da scoliosi?

    1. Salve. Dipende dall’esigenza del soggetto. Dall’età. Dal grado di scoliosi. Ci sono molte variabili da valutare.
      Può darci maggiori info?

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