Articolo in Categoria: Alimentazione , Salute , Top 5

Ortoressia. Tra ossessione e disprezzo.

di Carmela Petito | 22 settembre 22 fa

L’ortoressia è l’ossessione del mangiare sano ed è attualmente un fenomeno ancora da studiare, non se ne conosce la diffusione ma di certo è in aumento. Essa è simbolo del disagio della società contemporanea, attraverso i mass media siamo esposti a un bombardamento di informazioni su cibi buoni e cattivi anche a causa di scandali riguardanti alcuni tipi di essi e su questo terreno diviene facile accettare,per i soggetti più vulnerabili, teorie secondo cui tutta la salute dipende dal cibo. La persona con ortoressia presenta queste caratteristiche: ossessione per il cibo sano, focalizzazione non sulla quantità ma sulla qualità del cibo, concezione dogmatica delle credenze alimentari, rifiuto rigido e ossessivo di tutto ciò che non è ritenuto cibo sano, disprezzo per le persone che non seguono lo stesso stile alimentare, perdita del piacere e della socialità legati al cibo, evitamento delle situazioni sociali che espongono al non controllo del cibo e del confronto con esperti, poiché si crede di possedere le informazioni corrette ma in realtà esse sono credenze irrealistiche sugli alimenti. Ciò che spinge queste persone ad avere un comportamento ossessivo è la paura degli effetti di certi cibi, per cui gli alimenti sono classificati impuri, salutari, giusti, dai quali si traggono benefici e in cibi tossici, contaminati, che vanno evitati rigidamente senza che questa convinzione corrisponda né a riscontri scientifici,né a un effettivo danno personale. La persona vive l’illusione che tutta la salute passi esclusivamente attraverso il cibo e tutta la sua esistenza ruota intorno all’alimentazione. Essa sembra in apparenza mossa dall’obiettivo di raggiungere uno stato di salute perfetto/ideale, ma questa “virtù” maschera vere e proprie forme d’ipocondria,paure ossessive di contrarre malattie ed essere contaminati. Chi soffre di ortoressia, controlla e seleziona i cibi in maniera spropositata rispetto ai rischi medici presunti, seguendo diete rigide e restrittive e auto-impartendosi regole e rituali fissi e rigidi come: ruminazione ossessiva sul cibo,ossia vi è l’idea costante del cibo che accompagna tutta la giornata di queste persone che pensano a quali cibi scegliere, a come prepararli e consumarli; pianificazione mentale dei pasti con diversi giorni di anticipo, per evitare i cibi ritenuti dannosi (contenenti pesticidi, coloranti,ingredienti geneticamente modificati o ricchi di zucchero o sale);impiego di una grande quantità di tempo nella ricerca, scelta e nell’acquisto degli alimenti a scapito di altre attività(leggendo e confrontando in modo ossessivo le etichette, le percentuali delle sostanze nutritive e dei componenti di ogni alimento, il valore calorico, i carboidrati, fino a coltivare in prima persona verdure e ortaggi);preparazione del cibo secondo procedure particolari e salutari (privilegiando alcuni metodi di cottura, utilizzando un certo tipo di stoviglie). L’evitamento di questi rituali comporta ansie e angosce, con ricadute psicosomatiche importanti per la salute(sensi di colpa, rabbia, indigestioni, nausea, vomito), viceversa, si provano sentimenti di maggiore autostima e superiorità. I rischi conseguenti sono: rischi fisici,datala ristretta gamma di cibi ammessi, si arriva pian piano a privare l’organismo di nutrienti essenziali, asquilibri metabolici ed a sindromi da malnutrizione; rischi sociali, la persona rifiuta gli inviti degli amici poiché non riesce a fidarsi della cucina che non sia solo la sua a causa della paura di essere contaminata; rischi psicologici,si insinuano dei pensieri ricorrenti ed intrusivi sull’alimentazione sana, su cosa è salutare per il corpo e ad essi si associano comportamenti di controllo serrati che limitano la libertà di movimento.Il desiderio di consumare cibi sani quindi, non è inquietantein sé, ciò che segna il confine tra tale tendenza ed il salutismo è che le scelte alimentari nel caso dell’ortoressia possono danneggiare uno o più aspetti della salute in senso globale. Mangiare sano si deve, ma affidandosi a seri professionisti che insieme al soggetto, creano il percorso più idoneo per il fabbisogno di quell’organismo. Mi piace pensare al corpo umano come ad un’orchestra che per ottenere una melodia armonica e piacevole, deve far sì che ci sia equilibrio tra i diversi strumenti musicali, così la salute, intesa appunto come equilibrio e benessere del nostro corpo, della nostra mente e delle nostre relazioni.

Dott.ssa Carmela Petito

Bibliografia

FALIVA C.,TRA NORMALITÀ E RISCHIO. MANUALE DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’ADOLESCENZA. MAGGIOLI EDITORE.,2011.

SENATORE I., I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. CLINICA, INTERPRETAZIONI E INTERVENTI A CONFRONTO. FRANCO ANGELI-PSICOTERAPIE., MILANO, 2013.

NARDONE G.,AL DI LÀ DELL’AMORE E DELL’ODIO PER IL CIBO. GUARIRE RAPIDAMENTE DALLE PATOLOGIE ALIMENTARI,BUR, MILANO, 2003.

KOVEN NS., ABRY AW.,THE CLINICAL BASIS OF ORTHOREXIA NERVOSA: EMERGING PERSPECTIVES. NEUROPSYCHIATRIC DISEASE AND TREATMENT, 2015. 11: P. 385-394.

BRYTEK-MATERA, A., ORTHOREXIA NERVOSA-AN EATING DISORDER, OBSESSIVE-COMPULSIVE DISORDER OR DISTURBED EATING HABIT?ARCHIVES OF PSYCHIATRY AND PSYCHOTHERAPY, 2012.4(1): P. 55-60.

HÅMAN, LINN, ET AL.,ORTHOREXIA NERVOSA: AN INTEGRATIVE LITERATURE REVIEW OF A LIFESTYLE SYNDROME. INTERNATIONAL JOURNAL OF QUALITATIVE STUDIES ON HEALTH AND WELL-BEING, 2015.10.

D’AGOSTINO, A., &MONTI, M.R.,CLINICA DEL CORPOREO OVVERO PSICOPATOLOGIA DELLA CONTEMPORANEITÀ. LA CAMERA BLU. RIVISTA DI STUDI DI GENERE, 2016.16.

BRYTEK-MATERA, A. ET AL., PREDICTORS OF ORTHOREXICBEHAVIOURS IN PATIENTS WITH EATING DISORDERS: A PRELIMINARY STUDY. BMC PSYCHIATRY, 2015.15(1), 1.

 

162 letture

Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *