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Parodontite e alimentazione

di Renato D'Auria | 14 settembre 14 fa

La prima causa di perdita di denti oggi nei paesi industrializzati non sono, come molti potrebbero pensare, i processi cariosi che interessano gli elementi dentari. La diffusione delle comuni pratiche di igiene orale ha infatti drasticamente ridotto l’incidenza di tale problema nel mondo occidentale, Italia compresa.

La prima causa di perdita di denti nella popolazione adulta dei paesi industrializzati è oggi la malattia parodontale.

Che cos’è la malattia parodontale?

La malattia parodontale, o parodontite,  è una patologia infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica. È denominata “parodontale” perché colpisce il parodonto, cioè l’insieme di tessuti che circondano il dente e lo sostengono.

Tale patologia è causata da un gruppo di batteri specifici che provocano un’intensa risposta infiammatoria locale. L’infezione inizia con la penetrazione di alcuni batteri della placca dentale (una strato batterico che costantemente cresce sui nostri denti e nella nostra bocca) nello spazio tra la gengiva ed il dente. I batteri inducono una forte risposta infiammatoria, caratterizzata da arrossamento e sanguinamento gengivale, che costituiscono i sintomi iniziali della patologia. Questa risposta infiammatoria impedisce l’invasione batterica all’interno dei tessuti, proteggendo di fatto il nostro organismo. Tuttavia, se l’infiammazione persiste, provoca la distruzione irreversibile dei tessuti parodontali e porta ai danni tipici della malattia parodontale: riassorbimento osseo, mobilità e perdita dei denti.

È opinione comune che contro questa malattia, un tempo chiamata piorrea, ci sia poco o nulla da fare e che sia normale subirne gli effetti soprattutto se a soffrirne sono stati i propri genitori. In realtà molto si può fare per prevenire, arginare e tenere sotto controllo i gravi effetti di questa patologia.

Cosa si intende per parodonto?

parodonto

Il parodonto è l’insieme dei tessuti che circondano i denti: osso alveolare, ovvero la parte di osso che si trova intorno ad ogni elemento dentario; legamento parodontale, cioè la struttura ligamentosa che si interpone tra radice dei denti ed osso; cemento radicolare, che ricopre la superficie radicolare dei denti; gengiva, il tessuto che noi tutti vediamo intorno ai nostri denti.

Le funzioni  del parodonto sono molteplici, tuttavia quelle principali sono due:

  • Mantenere gli elementi dentari ancorati alle ossa mascellari;
  • Permettere la funzione masticatoria attutendo e distribuendo le sollecitazioni meccaniche .

Quando dobbiamo cominciare ad allarmarci e cosa possiamo fare?

Innanzitutto bisogna chiarire che i disturbi che coinvolgono il parodonto interessano una fascia di popolazione vastissima: nel mondo oltre il 50% della popolazione dopo i 40 anni di età soffre di malattia parodontale. Gengive sangunanti, gonfie ed arrossate, denti che appaiono “allungati” e mobilità degli elementi dentari sono alcuni dei segnali che devono metterci in allarme e indurci alla consultazione di uno specialista. Secondoalcune ricerche effettuate in Italia questi problemi sono piuttosto diffusi nella popolazione : il 47% circa degli italiani presenta gengive sanguinanti e quasi il 30% presenta gengive retratte e/o dolenti. A questi problemi tuttavia spesso si cerca di porre rimedio in maniera maldestra, si calcola infatti che oltre 12 milioni di italiani ricorrano al fai da te, cambiando dentifricio , ricorrendo all’uso di collutori o addirittura assumendo terapie farmacologiche con vitamine ed antibiotici senza alcuna prescrizione medica. Tutto questo è aggravato dal fatto che la malattia parodontale presenta spesso sintomi molto scarsi e quindi nella maggior parte dei casi progredisce senza che ci si renda conto dell’importanza del problema e quando ciò avviene spesso è troppo tardi.

Appare quindi evidente che l’insorgenza di problemi gengivali, seppur in maniera lieve, non deve spingerci alla ricerca di rimedi e palliativi fatti in casa, ma deve indurci alla consultazione di unoparodonto-2 specialista. Quest’ultimo saprà inquadrare con precisione il tipo di problema e indirizzarci sul tipo di soluzione più adatta alla propria condizione. Una diagnosi precoce risulta infatti di fondamentale importanza in quanto permette di arginare il problema con terapie poco invasive e poco costose.

La malattia parodontale è pericolosa per la nostra salute?

La malattia parodontale è, come detto, la principale responsabile della perdita di denti in età adulta in Italia e nei paesi industrializzati. La perdita di elementi dentari porta ovviamente a problemi non solo estetici, ma che riguardano anche la funzione masticatoria e quella fonatoria.

Tuttavia, oltre alle gravi ripercussioni sul nostro benessere e sulla nostra salute orale, è stata dimostrata una stretta correlazione tra disturbi parodontali e alcune patologie sistemiche. Recenti studi clinici hanno evidenziato una forte associazione tra la parodontite e alcune patologie che possono interessare altri distretti del nostro organismo, in particolare malattie cardiovascolari, diabete, patologie polmonari e complicanze della gravidanza.

Esistono terapie efficaci contro la malattia parodontale?

A questa domanda bisogna dare innanzitutto una risposta chiara per dissipare le ombre e le convinzioni sbagliate diffuse: SI! Oggi è possibile curare in maniera efficace le patologie parodontali a patto di intercettare in tempo il problema e di affidarsi a specialisti competenti.

L’approccio terapeutico verso questo tipo di patologie è molto cambiato negli ultimi anni e si è focalizzato da un lato sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce (permettendo di porre in essere terapie molto efficaci e poco invasive senza ricorrere a trattamenti di tipo chirurgico), dall’altro ha posto l’attenzione verso tutta una serie di fattori in passato tenuti in scarsa considerazione : fumo, dieta, stile di vita del paziente.

Se infatti è imprescindibile per il successo delle cure migliorare i propri livelli di igiene orale, dall’altro l’abbandono di abitudini di vita sbagliate (fumo, stress, stile di vita sedentario, dieta scorretta) contribuisce in maniera decisiva al successo terapeutico.

Diabete ed obesità (sempre loro) sono oggi indicati come importanti fattori di rischio che possono predisporre all’insorgenza ed alla veloce progressione della malattia parodontale. Secondo recenti studi, infatti, un soggetto con livelli glicemici non ben controllati ha un rischio tre volte superiore di sviluppare malattia parodontale rispetto ad un soggetto sano.

Una dieta sana e bilanciata, con un corretto apporto di tutti i nutrienti, ed una corretta attività fisica sono quindi uno strumento fondamentale anche per il mantenimento della salute orale e costituiscono oggi uno degli elementi su cui si basa la lotta alle patologie che interessano i tessuti di sostegno del dente.

Quindi vita sana e  dieta varia ed equilibrata: i vostri denti (e non solo) vi ringrazieranno!

Da queste considerazioni trae spunto l’approccio innovativo dello Studio Odontoiatrico Dental Medicine verso le patologie parodontali: un approccio che non si limita a curare i problemi del cavo orale ma che mira ad ottenere un  cambiamentonello stile di vita dei pazienti allo scopo di eliminare e/o limitare tutto ciò che può favorire od aggravare la patologia.

Una struttura accogliente ed all’avanguardia ed un’equipe competente ed aggiornata ci permettono di ripristinare e mantenere in maniera efficace la salute orale dei nostri pazienti.

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Renato D’Auria

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