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Sclerosi multipla e movimento

di Antonella Rinaldi | 20 febbraio 20 fa

La sclerosi multipla è una patologia neurodegenerativa e demielinizzante a carico del Sistema Nervoso Centrale che colpisce prevalentemente le donne con un rapporto di 3:1 sugli uomini. Gran parte di questi soggetti hanno un età compresa tra i 20 e i 40 anni,  fase in cui la persona sta vivendo a pieno: realizzazione professionale, nascita di figli, gestione della casa, rapporti interpersonali ben sviluppati, progetti in corso di realizzazione. La causa è ancora sconosciuta ma si prospetta come patologia multifattoriale, un intersecarsi di più fattori: genetici, ambientali, e infettivi.

Le conseguenze nella vita quotidiana riguardano sia l’aspetto motorio, se la lesione riguarda l’area deputata a progettazione ed esecuzione dei movimenti, sia disturbi della comunicazione , essa può esordire con la perdita della vista se la lesione avviene a livello dei nervi ottici, o ancora con perdita di sensibilità e formicolio;

Le paralisi possono apparire:

-Spastiche (correlato ad un aumento del tono muscolare)

-Flaccide (perdita di tono muscolare)

FATICA  E SM

Nota dolente con cui bisogna fare i conti è il senso di FATICA, essa non è correlata ad uno sforzo ma caratteristica predominante della patologia e presente fino all’80% dei casi,si teme di essere giudicati come pigri o svogliati.

La rinuncia all’attività fisica comporta l’instaurarsi di un circolo vizioso che rende la fatica ancora più insostenibile, per questo è consigliabile mantenersi il più possibile in allenamento, compatibilmente con le proprie condizioni fisiche. E’ consigliato quindi bilanciare attività e riposo, programmando e stabilendo una priorità nelle mansioni.

x sclerosi

SM E MOVIMENTO

Diversi studi hanno riscontrato l’efficacia del MOVIMENTO anche in questa patologia cronico-degenerativa; laddove prima si chiedeva ai pazienti riposo, oggi i neurologi spronano sempre di più al movimento, dimostrando che l’ATTIVITA’ FISICA ADATTATA sia in grado di migliorare le performance motorie, migliorare i sintomi e ridurre la disabilità. Per prima istanza infatti il medico ricorre alla RIABILITAZIONE:

-La riabilitazione mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo-

Uno studio in particolare ha evidenziato gli effetti dell’esercizio fisico sulla memoria in relazione alla demielinizzazione e neuroplasticità dell’ippocampo: I soggetto che svolgevano esercizio fisico 5 volte alla settimana per 4 settimane preservavano quelle che sono le capacità mnemoniche, funzioni cognitive e molecolari dell’ippocampo, al contrario diminuzione della memoria accompagnate dalla demielinizzazione, con aumento della apoptosicellulare.

I benefici sono vari:

-Anche se nella patologia abbiamo la morte precoce di un numero svariato di cellule neuronali , è solo grazie al movimento che genera l’attivazione di nuove SINAPSI, grazie alla contrazione muscolare. In maniera molto furba il sistema nervoso corre ai ripari! Riesce comunque a comunicare e a trasportare le informazioni nonostante sia lesionato.

-Impatto sul volume encefalico, produrre modificazioni strutturali sulla sostanza bianca e grigia del Sistema Nervoso Centrale e causare miglioramenti nella sfera cognitiva. Gli ultimi studi evidenziano che la riabilitazione possa produrre effetti al Sistema Neuro-Immuni Endocrino, riducendo il numero di ricadute, la progressione della disabilità, e migliorando le neuroperformance;

-Aumentata sintesi proteica e miglioramento del tono muscolare;

-Miglioramento a livello ghiandolare con rilascio di ormoni come le endorfine che procurano una sensazione di benessere totale; migliore qualità del sonno

Al contrario, la scarsa quantità di esercizio fisico può inibire la muscolatura che diviene in breve atrofica, i volumi muscolari si riducono.

Strutturare quindi un piano di allenamentoche,  sia in grado di prevenire le cadute del soggetto mediante miglioramento di FORZA e RESISTENZA muscolare, favorisce  il benessere psicologico, migliora il controllo del dolore,preservando equilibrio e coordinazione, indispensabile per la nuova condizione.

E’ risaputo che il Sistema Nervoso indica ai muscoli i movimenti da eseguire ma è pur vero che il Corpo guida il cervello grazie ai continui stimoli inoltrati.

Il movimento come prevenzione e cura.

Dott.ssa Rinaldi Antonella

BIBLIOGRAFIA

Langeskov-Christensen M et al., Potentialpathophysiologicalpathwaysthat can explain the positive effects of exercise on fatigue in multiple sclerosis: A scopingreview. J Neurol Sci. 2017 Feb 15;373:307-320

Kim TW et al., Regular exercisepromotesmemoryfunction and enhanceshippocampalneuroplasticity in experimental autoimmune encephalomyelitis mice. Neuroscience. 2017 Jan 17;346:173-181

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