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Testosterone e sport

di Renato D'Auria | 8 settembre 08 fa

Il testosterone è il principale ormone maschile, prodotto dalle cellule interstiziali di Leydig nei testicoli. La sua secrezione è regolata dalle gonadotropine, prodotte dall’ipofisi, LH e FSH. A loro volta, queste sono regolate dal GnRh, prodotto a livello ipotalamico. Questa breve descrizione serve a farci capire come è strutturato l’asse ipotalamo-ipofisi-testicoli. Tenetelo a mente perché più tardi ci servirà ricordarlo.
Passiamo ora a descrivere come l’attività fisica possa influire sui livelli di testosterone. Dividiamo l’attività fisica in 2 classi:
Allenamento con sovraccarichi (fitness, body building, sollevamento pesi);
Allenamento di resistenza (podismo, corsa in genere, ciclismo).
Per quanto riguarda l’allenamento con sovraccarichi, possiamo fare un’ulteriore suddivisone:
Adattamento acuto;
• Adattamento cronico.

Nell’esercizio acuto (singola sessione di allenamento) i livelli plasmatici di testosterone aumentano immediatamente e raggiungono il picco massimo intorno al ventesimo minuto. Dopo questo picco inizia un declino fino ai valori basali in coincidenza anche con l’incremento dei livelli di cortisolo.

Nell’esercizio cronico, invece, l’allenamento con sovraccarichi, specialmente l’allenamento per la forza, induce un aumento dei livelli di testosterone anche del 20%. Alcuni studi inoltre avrebbero dimostrato che, nel cronico, l’attività con sovraccarichi indurrebbe una diminuzione (pari a circa il 10%) dei livelli di SHBG (cosa che non avviene nella singola sessione di allenamento). Quindi i soggetti che cercano di aumentare i livelli di testosterone dovrebbero prendere in seria considerazione l’idea di allenarsi con i pesi in maniera continuativa.

Andiamo a esaminare invece come l’allenamento di resistenza incide sui livelli del testosterone.
Diversi studi hanno dimostrato che gli sport di lunga durata (corsa, maratone, ecc…) sono in grado di modificare le concentrazioni plasmatiche di testosterone, influenzando il funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo di cui parlavo sopra. Alcuni autori hanno pertanto coniato l’espressione exercise-hypogonadal male condition per indicare la condizione di ipogonadismo maschile correlato all’esercizio fisico. Questo “ipogonadismo da esercizio” potrebbe avere la sua ratio in una sorta di “riaggiustamento” dell’omeostasi dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo di cui parlavo sopra. L’organismo sottoposto a stress fisici non fa altro che adattarsi alle nuove condizioni, modificando il suo assetto per mezzo di meccanismi di stimolazione/inibizione. Sebbene non si conoscano i tempi o i volumi di allenamento necessari affinché queste modificazioni possano effettivamente manifestarsi, gli studi citano comunque atleti d’elite che si sottopongono per mesi interi a sessioni estenuanti. Considerate che alcuni maratoneti, in preparazione alle gare, percorrono addirittura 150-180km a settimana. A ritmi così intensi l’esercizio fisico induce modificazioni fisiologiche e adattamenti metabolici altamente vantaggiosi per il corpo umano: aumento della performance cardiaca, incremento dell’eritropoiesi, “consumo/rimozione” dei depositi adiposi, aumento della densità mitocondriale nel tessuto muscolare scheletrico. Tuttavia gli stessi alti volumi di esercizio fisico, con accumulo di fatica e ridotte possibiltà di recupero, si ritiene possano rappresentare uno stress non conveniente per l’atleta, con conseguente scarso ottenimento delle attese risposte fisiologiche sopraelencate, fino a configurare la cosiddetta sindrome da overtraining, capace di compromettere gravemente sia la resa che la salute dell’atleta professionista. Come segnalato da alcuni autori, i soggetti riconosciuti affetti da ipogonadismo correlato all’esercizio mostrano bassi livelli di testosterone a riposo, ridotta tipicamente al 50–75% del valore riscontrabile in uomini di pari età sani sedentari. Questi atleti tipicamente mostrano una storia di precoce coinvolgimento in attività sportive e in allenamento fisico, e svolgono attività fisica da svariati anni con frequenza pressoché giornaliera; l’attività fisica più frequentemente riscontrata in questi soggetti prevede esercizi prolungati, basati sulla durata: fondo, maratona, ciclismo, marcia o triatlon.

Naturalmente la corsa di per sè non produce tali modificazione in cronico.  non vi trasformerà in eunuchi, potete stare tranquilli.

BIBLIOGRAFIA

Hackney A.C., et al. Testosterone and endurance exercise: development of the “exercise-hypogonadal male condition”. Acta Physiol. Hung. 2005;92:121–137.
Hackney A.C., et al. Basal testicular testosterone production in endurance-trained men is suppressed. Eur. J. Appl. Physio.. 2003;89:198–201.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2796409
Endocrinologia e attività motorie – Andrea Lenzi, Gaetano Lombardi. Elsevier Edizioni.
1269 letture

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