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Viagra & Co., il nuovo doping?

di Ciro Salzano | 28 febbraio 28 fa

E’ notizia recente che i farmaci più utilizzati dagli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio del 2016 siano gli inibitori delle fosfodiesterasi e che il 3% circa di un campione di ciclisti italiani ammette di assumere tali farmaci durante le gare (1). Cerchiamo di capirne il perché.
Gli inibitori della fosfodiesterasi tipo 5 (Sildenafil, Tadalafil, Vardenafil, Avanafil) sono i farmaci di prima scelta attualmente utilizzati nella disfunzione erettile. Tra i farmaci più venduti nel mondo occidentale, sono famosi in Italia con i nomi di Viagra, Cialis, Levitra e Spedra rispettivamente per Sildenafil, Tadalafil, Vardenafil e Avanafil. Nel corso degli ultimi anni, numerosi studi, di cui molti italiani, hanno messo in luce una attività cardioprotettiva del Sildenafil, ed altri studi hanno valutato l’influenza di Sildenafil e Tadalafilsulle prestazioni sportive degli atleti e sull’assetto ormonale (ricordiamo che questi farmaci ad oggi non sono considerati doping dal WADA, World AntiDoping Agency).
E’ stato dimostrato che l’assunzione in singola dose di Sildenafil 50mg riduce, in condizioni di ipossia, la pressione arteriosa polmonare ed aumenta il carico massimale di lavoro ad alta e bassa quota, oltre ad aumentare la saturazione di ossigeno a bassa quota(2). Il Sildenafil, inoltre, in condizione di ipossia, migliora la prestazione sportiva, mentre non sono stati dimostrati effetti positivi in condizione di normossia(3).
D’altra parte, è stato osservato che la somministrazione in singola dose di Tadalafil 20mg non migliora l’outcome cardiorespiratorio, ma aumenta in maniera significativa la risposta del Testosterone allo stress collegato all’esercizio fisico (4, 5) (Fig.1). Il meccanismo per cui vi sia un aumento dei livelli di Testosterone non è ancora chiaro; ad oggi le ipotesi più accreditate suggeriscono una azione diretta del Tadalafil sulla steroidogenesi, ed una azione indiretta, NO mediata, sulla secrezione di GnRH.
Seppur gli inibitori delle PDE5-i non siano considerati sostanze dopanti, abbiamo visto comeil loro utilizzo possa influire sulla prestazione sportiva dell’atleta, in particolare in condizioni di ipossia.
Ulteriori studi sono necessari per far luce su questi farmaci.

ARTICOLO CIRO

Dott. Ciro Salzano

BIBLIOGRAFIA

1. Loraschi A.et al, Dietarysupplement and drug use and doping knowledge and attitudes in Italianyoungelitecyclists.Clin J Sport Med, 2014
2. Ghofrani HA.et al, Sildenafilincreasedexercisecapacityduringhypoxiaat low altitudes and at Mount Everest base camp: a randomized, double-blind, placebo-controlled crossover trial.AnnInternMed. 2004
3. HSU AR et al.,Sildenafilimprovescardiac output and exercise performance during acute hypoxia, butnotnormoxia.J ApplPhysiol100: 2031–2040, 2006
4. Di Luigi L et al., The long-actingphosphodiesteraseinhibitortadalafildoesnotinfluenceathletes’ VO2max, aerobic, and anaerobicthresholds in normoxia.Int J Sports Med 2008
5. Di Luigi L. et al., The type 5 phosphodiesteraseinhibitortadalafilinfluencessalivarycortisol, testosterone, and dehydroepiandrosteronesulphateresponses to maximalexercise in healthy men. J ClinEndocrinolMetab. September 2008, 93(9):3510–3514

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