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Vitamina D e funzione muscolare

di Ciro Salzano | 25 luglio 25 fa

La vitamina D è una vitamina liposolubile naturalmente presente in alcuni tipi di alimenti quali pesce (aringa, sgombro, sardine), olio di fegato di merluzzo, burro,  formaggi grassi e uova, e disponibile come supplemento dietetico. Essa è, inoltre, prodotta a livello endogeno per azione dei raggi ultravioletti della luce del sole che colpiscono la pelle e ne innescano la sintesi. La vitamina D ottenuta dall’esposizione solare è biologicamente inerte e deve subire due idrossilazioni, a livello epatico e renale, per essere attivata.

sintesi vitamina d

Fattori che condizionano fortemente la sintesi vitaminica sono l’età (a parità di esposizione solare il soggetto anziano ne produce il 30% in meno) [1], la superficie e lo spessore della cute esposta al sole, il tempo di irradiazione, nonché l’uso di creme protettive, che possono ridurre del 97% la sintesi cutanea dell’ormone. Essendo quest’ultimo fortemente liposolubile, si distribuisce quasi totalmente al tessuto adiposo, da cui viene liberato in piccole quantità. Pertanto una maggiore massa adiposa “diluisce” la vitamina D, il che spiega perché il rischio della sua carenza sia più elevato nei soggetti obesi.
La funzione principale della vitamina D è quella di regolare l’omeostasi calcio-fosforo e la mineralizzazione ossea, preservando la salute ossea dell’uomo [2]. Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, numerosi studi hanno evidenziato come questa giochi anche un ruolo importante nella patogenesi di numerose patologie non ossee. L’ipovitaminosi D (intesa come un livello ematico di Vitamina D <30 ng/mL) è stata implicata nella patogenesi di patologie metaboliche quali la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), Diabete mellito di tipo I, Diabete mellito di tipo II, oltre che nell’eziopatogenesi dell’ipogonadismo maschile, dell’autismo, di patologie neoplastiche, demenza, patologie cardiovascolari [3]. Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato una vera e propria epidemia di ipovitaminosi D che sta interessando il mondo occidentale; difatti si stima che circa il 60% degli adolescenti e il 30-70% degli adulti presenti livelli di vitamina D inferiori alla norma [4, 5], le cui cause principali sono state individuate nell’inadeguata esposizione ai raggi solari e nel carente apporto vitaminico alimentare.

 

alimenti vitamina d
Lo scopo di questo lavoro è quello di illustrare quale siano le azioni e gli effetti della vitamina D, e della carenza di questa, sulla funzione muscolare.
L’1,25(OH)2 D (la forma attiva della vitamina D) è in grado di stimolare la sintesi di proteine muscolari e di attivare meccanismi di trasporto del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico, che risultano essenziali per la contrazione del muscolo. In condizioni di ipovitaminosi D sono stati descritti quadri di miopatia prossimale (difficoltà ad alzarsi dalla sedia, impotenza funzionale nel portare le braccia sopra la testa, ecc.), di sarcopenia e di riduzione della forza muscolare [6]. Un’importante ipovitaminosi D cronica può determinare quadri di vera e propria disabilità. A livello istologico il deficit di vitamina D determina un’atrofia delle fibre muscolari di tipo II, un aumento degli spazi tra le fibrille muscolari e la sostituzione del tessuto muscolare con cellule adipose e tessuto fibroso[7]. Studi in vitro hanno dimostrato che la vitamina D inibisce l’apoptosi delle cellule muscolari, indotta dall’esercizio fisico, attraverso l’attivazione delle MAPKs [8].
Numerosi studi hanno indagato la relazione tra vitamina D e performance fisica nella popolazione adulta, evidenziando che ridotti livelli di vitamina D si accompagnano a ridotta forza muscolare, valutata attraverso un dinamometro e ridotti parametri di performance fisica, valutati attraverso la scala SPPB (short physical performance battery)[9]
Di recente, un gruppo di ricerca irlandese ha studiato gli effetti dell’ipovitaminosi D negli adolescenti[4]. L’adolescenza è una fase critica per lo sviluppo muscolo-scheletrico e la vitamina D è protagonista di questo processo. Lo studio, che ha coinvolto 1015 ragazzi e ragazze dai 12 ai 15 anni e ha valutato la forza muscolare attraverso l’utilizzo di un dinamometro e la potenza muscolare attraverso il Sargent jump test, ha evidenziato che i ragazzi con più alti livelli di vitamina D avevano una forza muscolare significativamente migliore rispetto ai coetanei affetti da ipovitaminosi D.
Sono presenti pochi dati in letteratura in merito al miglioramento della prestazione fisica in seguito a supplementazione con vitamina D. Una recente metanalisi ha evidenziato che la integrazione alimentare con vitamina D3 (colecalciferolo) negli atleti con deficit di vitamina D migliorerebbe la forza muscolare di circa il 15%[8].
Come prevenire l’ipovitaminosi D?
L’apporto alimentare di vitamina D e l’esposizione alla luce solare sono i principali determinanti del livello sierico di 25(OH)D. Il fabbisogno di vitamina D varia da 1.500 UI/die (adulti sani) a 2.300 UI/die (anziani). L’alimentazione fornisce in media circa 300 UI/die, per cui quando l’esposizione solare è virtualmente assente debbono essere garantiti supplementi per 1.200-2.000 UI/die.[6] I supplementi di vitamina D devono essere usati con cautela e monitorando periodicamente i livelli di 25(OH)D nei soggetti affetti da malattie granulomatose (quali ad esempio la sarcoidosi) ed iperparatiroidismo primitivo.

Dott. Ciro Salzano

BIBLIOGRAFIA

  1. Holick, M.F., L.Y. Matsuoka, and J. Wortsman, Age, vitamin D, and solar ultraviolet. Lancet, 1989. 2(8671): p. 1104-5.
  2. Holick, M.F. and T.C. Chen, Vitamin D deficiency: a worldwide problem with health consequences. Am J Clin Nutr, 2008. 87(4): p. 1080S-6S.
  3. Muscogiuri, G., et al., Vitamin D and chronic diseases: the current state of the art. Arch Toxicol, 2016.
  4. Carson, E.L., et al., Vitamin D, Muscle Function, and Cardiorespiratory Fitness in Adolescents From the Young Hearts Study. J Clin Endocrinol Metab, 2015. 100(12): p. 4621-8.
  5. Mithal, A., et al., Global vitamin D status and determinants of hypovitaminosis D. Osteoporos Int, 2009. 20(11): p. 1807-20.
  6. Adami, S., et al., [Guidelines on prevention and treatment of vitamin D deficiency. Italian Society for Osteoporosis, Mineral Metabolism and Bone Diseases (SIOMMMS)]. Reumatismo, 2011. 63(3): p. 129-47.
  7. Yoshikawa, S., et al., Osteomalacic myopathy. Endocrinol Jpn, 1979. 26(Suppl): p. 65-72.
  8. Chiang, C.M., et al., Effects of Vitamin D Supplementation on Muscle Strength in Athletes A Systematic Review. J Strength Cond Res, 2016.
  9. Houston, D.K., et al., Association between vitamin D status and physical performance: the InCHIANTI study. J Gerontol A Biol Sci Med Sci, 2007. 62(4): p. 440-6.

 

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